NOI, Parte del Mondo

di Francesco Maria Gallo

Trasformarsi da “mondo a parte” a “parte del mondo”: questo è l’obiettivo per un’azienda che voglia consolidare il proprio ruolo nella società in cui si colloca, partecipando alla costruzione di contesti reali di interazione sociale e culturale, alla definizione di quegli scenari in cui gli individui, persone ancora prima che dipendenti, vivono, si affermano, si modificano.

Proprio così! Puntare su un nuovo tipo di offerta relazionale interna: non più una visione razionale e meccanica dell’organizzazione, che prevede l’esistenza di un mai verificato principio di unicità del comando, ma una visione alternativa che dia spazio alle relazioni, alle diversità, alle integrazioni culturali e alla dialettica per coinvolgere tutti i soggetti e trasformarli da “mondo a parte” a “parte del mondo”.

In questo modo le persone divengono attori e registi di una performance aziendale, come dire? più partecipata, più coinvolta, più vera e quindi più efficace.

E’ così che si diventa co-autori di quel cambiamento che tutti noi dobbiamo cercare, trovare e non aspettare: partecipi di una mutazione che avviene nel momento stesso in cui tutti gli attori/registi la vivono e la determinano.

Le organizzazioni sono fatte di persone. Come ricordava il sociologo francese Michel Crozier “l’uomo non è soltanto un braccio, e non soltanto un cuore, ma soprattutto una mente, un progetto, una libertà”. Le persone che popolano l’organizzazione saranno persuase solo se saranno convinte le loro coscienze: la mente umana ha bisogno, anche per lo svolgimento del proprio lavoro, di senso e di significati, che non si ottengono adottando una visione classica – top down -del comando.

Il punto di forza della vita organizzativa risiede nel senso e nel valore che si attribuisce a ciò che si fa. Le organizzazioni devono permettere all’uomo di vivere bene ricercando il senso delle proprie azioni nell’esperienza e nei valori umani condivisi. Così, un manager che desideri portare una visione vincentee umanista – in azienda deve essere in grado di trasmettere i valori dell’organizzazione ai propri collaboratori affinché vengano condivisi i medesimi obiettivi. Chester Barnard – mitico presidente della Bell americana negli anni Trenta – affermava che si può parlare di azienda solo quando “ci sono persone in grado di comunicare reciprocamente che sono desiderose di contribuire mediante l’azione al raggiungimento di uno scopo comune”. E’ per questo che, oggi più che mai, nelle imprese serve, da parte degli imprenditori, dei manager, dei lavoratori e di qualsiasi persona in qualsivoglia ruolo sociale  molta “comunic/azione”: l’atto del mettere insieme e del condividere ciò in cui si crede mettendo al centro l’unica risorsa possibile: l’uomo.

 

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