Quella moda pop che piaceva a Andy Warhol

Ho amato Elio Fiorucci e la sua moda pop, innovativa, con i colori di un mondo in evoluzione, l’allegria di una rivoluzione culturale e comportamentale, la libertà che diventava risposta ai più segreti desideri.

Uno stilista con l’istinto del tempo, l’amore per una donna nuova che profumava di autonomia, l’intelligenza senza retorica e pregiudizi, il gusto innato per una moda semplificata, alla portata di tutti.

E si andava nel suo negozio in San Babila quasi fosse un appuntamento obbligato, con l’arredamento trasparente, futurista per l’epoca e la musica a volume altissimo, quasi uno shock.

Il 68 predicava la libertà, prefigurava viaggi e conoscenze senza limiti e confini, l’hippysmo diventava un’esigenza di costume e allora là trovavi magliette e gonnelloni d’arcobaleno, jeans morbidi e comodi, felpe fantasia: un paradiso nuovo per scegliere, abbinare, trasformarsi. E ci sembrava che fosse uno stile creato per ciascuno di noi, facile da portare, con i prezzi accessibili e la fantasia di un sogno realizzabile.

Vestivamo Fiorucci perché era una moda gioiosa, pratica, senza la retorica degli stilisti di allora, con il piacere di non essere ingessate in modelli troppo strutturati, con il gusto per i colori anche in pieno inverno, con la soddisfazione di poter acquistare il capriccio risparmiando sui caffè.

Elio aveva cominciato a occuparsi di moda fin da giovane, quando aveva 17 anni collaborò con il padre in un negozio di scarpe. Pioniere della moda democratica, con il suo stile pop negli anni Settanta rivoluzionò il mondo delle passerelle. Le sue collezioni si ispiravano allo street style, con un’impronta trasgressiva. La sua visione della moda ha cambiato il costume italiano e riscosso grande successo a livello internazionale.

Elio è andato via a rendere più bello e sostenibile chissà quale mondo, con i suoi colori con il suo essere democraticamente e sostenibilmente Pop.

Ecco ci lasci con stupore come solo tu sai fare. Buon voyage amico mio Pop! Non dimenticherò mai le chiacchiere con Clive Malcom Griffitfhs, Sarah Jane Morris, Ugo Volli, Lidia Ravera, Jacopo Fo, in quel di Bologna nel lontano e straordinario ’93, quando insieme abbiamo sdoganato in Italia l’erotismo come fenomeno sociale, culturale e intellettuale.

Un bacio

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