Reichsbürgerbewegung!

L’interessante parola tedesca qui accanto—lunga e quindi ricca di possibilità—significa pressappoco “Movimento dei Cittadini del Reich”. I lettori più accorti si ricorderanno che non c’è più un “Reich” e che l’ultimo “Reichskanzler”, Adolf Hitler, è morto in un bunker berlinese nell’aprile del 1945. I “Cittadini del Reich” non sono però necessariamente dei nostalgici del nazismo. Il loro movimento asserisce che dal punto di vista strettamente legale la Seconda Guerra Mondiale “non conta”, che la Costituzione Weimar del 1919 sia ancora in forza, che il Deutsches Reich di allora continui a esistere e che i suoi confini siano quelli precedenti all’ultima guerra perduta.

L’argomentazione legale che appoggia questa follia non è particolarmente interessante. In sostanza si vuole supporre che siccome l’attuale Repubblica Federale tedesca è tecnicamente uno stato “ex novo” e non il successore della Repubblica di Weimar anteguerra, allora per logica quest’ultima non sarebbe mai stata soppiantata. Chi ragiona in questa maniera ne deriva che il Paese sarebbe legittimamente governato non da Angela Merkel e dal Parlamento Federale tedesco, ma piuttosto da una Kommissarische Reichsregierung (KRR, Governo Provvisorio Imperiale) in attesa dell’inevitabile restaurazione.

La prima KRR è stata fondata da Wolfgang Gerhard Günter Ebel, un ex dipendente delle ferrovie che si è auto-nominato Cancelliere del Reich nel 1985. I rapporti tra lui e i suoi “ministri” si sono però presto guastati e diversi di loro hanno pensato di stabilire i propri “governi provvisori”—un processo di fissione che si è replicato più volte, al punto che ora si stima che potrebbe esserci oltre una trentina di KRR attivi in Germania—ognuno che pretende di governare l’intero Paese. Emettono i propri francobolli e valuta, ma anche permessi per costruire e patenti di guida. In almeno un caso hanno “venduto” immobili una volta di pertinenza del Reich—quando esisteva. Sono attività che naturalmente creano una certa infelicità legale, quando per esempio un aderente del Movimento ha tentato di far valere la sua patente di guida in Svizzera. Il caso è arrivato alla Corte Suprema Federale di Lucerna—che non ha esitato a mandare il querelante a pigolare.
La più attiva nella difesa della propria presunta sovranità è la KRR originale di Wolfgang Ebel. Avrebbe emesso oltre mille “mandati d’arresto” nei confronti di cittadini “irrispettosi” dei documenti rilasciati dall’organizzazione. I mandati avvisano i destinatari che, tornato al potere il Governo Imperiale, verrano incriminati per alto tradimento e potenzialmente soggetti alla pena di morte. Tentativi di processare Ebel per minacce e per essersi spacciato per pubblico ufficiale sono tutti andati a vuoto in quanto le corti tedesche lo hanno sempre trovato incapace di intendere e di volere.
Di svitati al mondo ce ne sono, anche se quelli della Germania sono notevoli. È pure vero che il Reichsbürgerbewegung non è un grande movimento di massa. Per quanto sia “sorvegliato” dall’Ufficio per la Difesa della Costituzione del Governo Federale, non si ha una stima precisa del numero totale di aderenti: saranno forse una decina di migliaia, un nonnulla. I Reichsbürger però sono l’illustrazione vivente di quanto è difficile accettare le lezioni della storia.

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