La circolarità dal punto di vista delle aziende italiane I Giovani di Confindustria Emilia Romagna protagonisti a Misano Adriatico di una convention

“Sulla capacità delle aziende italiane di farsi trovare pronte all’avvento di un’economia basata sul riciclo e riuso delle materie prime si giocano importanti prospettive future di crescita del Paese”. È questo il messaggio forte lanciato da Marco Gay, vice presidente di Confindustria e Presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria, in occasione del meeting dei Giovani Imprenditori dell’Emilia-Romagna,svoltosi quest’anno nella cornice del circuito di Misano Adriatico, nel pieno delle prove del GP di San Marino e della Riviera di Rimini del Motomondiale.

Italy in Circuit – La circolarità dal punto di vista delle aziende italiane” – questo il titolo scelto per la due giorni di Misano – ha visto importanti imprenditori, top manager e rappresentanti delle istituzioni nazionali e locali esprimersi e confrontarsi in merito a un tema di fondamentale importanza come quello dell’economia circolare.

Un tema che risulta essere ancora più importante se si considera che, secondo recenti studi internazionali, entro il 2030 un sistema circolare creato grazie a nuove tecnologie e materiali potrebbe generare per le economie dell’area UE risparmi in termini di costi di produzione e utilizzo delle risorse di base pari a 1.800 miliardi di Euro l’anno, che si tradurrebbero in una crescita del PIL sino a 7 punti percentualie in più alti livelli di occupazione.

Abbiamo l’esperienza, il know-how e il potenziale innovativo per aspirare a essere la locomotiva del sistema economico circolare europeo” – ha detto Claudio Bighinati, Presidente Giovani Imprenditori di Confindustria Emilia-Romagna. “Cogliere questa opportunità di migliorare la sostenibilità e la competitività delle produzioni italiane è nell’interesse del Paese.

A un argomento di così stringente attualità non poteva che corrispondere una formula di evento coinvolgente e innovativo, ideato per l’occasione in collaborazione con Aida Partners Ogilvy PR, società di consulenza in comunicazione d’impresa con riconosciute competenze nell’ambito della sostenibilità e della valorizzazione del Made in Italy.

“La collaborazione con i Giovani Imprenditori di Confindustria Emilia-Romagna rappresenta un impegno professionale sfidante, ma anche entusiasmante per un’agenzia come la nostra, che da anni si è focalizzata sulla comunicazione strategica per le imprese che portano avanti i valori e le qualità del Made in Italy” – ha detto Alessandro Paciello, Presidente di Aida Partners Ogilvy PR.

Inedita è stata anche la copertura mediatica della due giorni, a conferma della sua natura di avvenimento sociale di portata nazionale: la copertura televisiva nazionale è stata affidata alla differita trasmessa da Reteconomy (canale 512 di Sky) e ai live streaming sulle web-tv di corriere.itreteconomy.itpanorama.it e lifegate.it; mentre in ambito regionale l’evento è stato ripreso e trasmesso dalle emittenti televisive territoriali Telesanterno, Telecentro e Telestense.

Al centro dello show The Voice DEV4ItalyinCircuit – che ha inaugurato il meeting il 9 settembre – sono state le esperienze maturate da relatori che hanno adottato strategie e soluzioni tecnologiche e organizzative grazie alle quali hanno potuto migliorare la sostenibilità economica, ambientale e sociale delle loro attività. The Voice DEV4 è un format ideato e scritto dal mass-mediologo Francesco Maria Gallo con una produzione televisiva innovativa e spettacolare di Publivideo2 ,che ha portato all’interno dell’assise confindustriale le dinamiche di comunicazione e l’informalità proprie delle produzioni video orientate al web.

È stato Claudio Bighinati, Presidente Giovani Imprenditori Confindustria Emilia Romagna, a introdurre queste esperienze in qualità di padrone di casa, contestualizzate nei diversi settori del sistema produttivo nazionale e raccontate dalle vive voci dei protagonisti. Fra questi: Marco GayAlberto Frausin, A.D. di Carlsberg Italia, Stefano Arvati, Presidente Renovo SpA, Enea Roveda, Ceo di LifeGate SpA, Cristina Colaiacovo, Consigliere CdA Financo SpA, Stefano Vecchi, A.D. Credit Suisse Italy,Antonio Marangi, A.D. Banca Consulia, Filippo Ferrari, Ceo Phil Pharma Srl, Claudio Dall’Oca, Direttore Generale Wision55, Umberto Borellini, Skyn Up e Andrea Gnassi, sindaco di Rimini.

Durante l’appuntamento, inoltre, è stato presentato in esclusiva il progetto Sky Racing Team VR46, la squadra di motociclismo nata su iniziativa di Valentino Rossi e Sky per aiutare i giovani piloti italiani a debuttare nel motomondiale, alla presenza dei piloti del team Nicolò Bulega, Andrea Migno e Lorenzo Dalla Porta.

Sul Palco del The Voice DEV4 si sono inoltre esibiti, attraverso le visioni delle eccellenze territoriali i giovani imprenditori dell’Emilia Romagna Maria Teresa ColomboStefano GismondiKevin BraviMarco Arleti, Enrico GiulianiLorenzo ZerbiniFilippo Colla, Enrico Zuffellato ed Enrica Gentile che hanno evidenziato le qualità, le eccellenze e le prospettive dei territori Emiliano Romagnoli e dei loro core produttivi, sociali e culturali.

“Aver avuto l’opportunità di ospitare nel nostro territorio, in particolare durante un evento internazionale come il Gran Premio di San Marino e della Riviera di Rimini, questa convention – commenta Mariateresa Colombo Presidente Giovani Imprenditori di Unindustria Rimini – è per noi motivo di grande soddisfazione. Siamo stati fra i promotori di questo evento perché crediamo che dal confronto sul tema dell’economia circolare possano emergere degli spunti concreti per il futuro delle nostre aziende: inserire il riutilizzo o interpretare lo scarto come materiale ancora da produzione, può essere un’opportunità di creare processi innovativi determinanti per lo sviluppo di nuove imprese e per la crescita dell’economia attraverso nuova occupazione“.

La parte più istituzionale della convention si è svolta invece sabato 10 settembre, con l’apertura del “Tavolo di lavoro interassociativo sull’economia circolare come prerequisito per l’internazionalizzazione”. Al tavolo, coordinato da Mimmo Vita, presidente dell’Unione Nazionale Associazioni Giornalisti Agricoltura, imprenditori, rappresentanti delle Istituzioni nazionali e locali e delle associazioni di categoria hanno messo a confronto le rispettive posizioni sui punti di forza e gli elementi di criticità del sistema produttivo nazionale, facendo il punto sullo stato di avanzamento del “cantiere” dell’economia circolare in Italia e, soprattutto, delineando un primo percorso condiviso per traghettare l’economia del nostro Paese verso una nuova fase di crescita sostenibile.

Il messaggio lanciato attraverso il tavolo è innanzitutto una richiesta pressante di decisioni politiche rivolta a governo e parlamento: urge un nuovo quadro normativo che fissi regole certe sul riciclo e riuso delle materie prime, recependo le indicazioni europee in materia di economia circolare, dando così alle imprese la possibilità di organizzarsi e investire in sicurezza.

Il racconto di un Paese in cui molti settori produttivi sono già entrati nell’ottica dell’economia circolare, ma che rimane frenato da una normativa inadeguata e incoerente è stata al centro dell’intervento di Claudio BighinatiPresidente dei Giovani Imprenditori Emilia Romagna. “L’economia circolare è tema etico e importante per l’ambiente, ma deve anche essere un modello conveniente” – ha sottolineato Bighinati. “Se l’imprenditore intravede un potenziale vantaggio economico e un nuovo mercato si butta senz’altro, ma deve essere sereno e tranquillo sul fatto che ci sia una normativa chiara e precisa.”

Anche Stefano Arvati, Presidente di Renovo SpA, auspica regole chiare e definite: “Nella normativa europea si presta particolare attenzione alla gestione dei rifiuti, che se non valorizzati in un’ottica di economia circolare, rappresentano un enorme costo economico e ambientale per il territorio. Il mio augurio – ha proseguito Stefano Arvati – è che, anche in Italia, avremo il coraggio di recepire appieno questa direttiva e dotarci delle normative necessarie per creare un vera e propria filiera del rifiuto, finalizzata alla sua valorizzazione efficace e sostenibile, superando i troppi preconcetti legati a questo settore. Renovo da sempre vuole dare una risposta a questa esigenza, ponendosi come obiettivo la trasformazione degli scarti in risorse, tanto economiche, quanto sociali.”

La richiesta di rivedere e armonizzare il quadro normativo riguardante la circolarità è stata fatta propria anche dalla dottoressa Emma PetittiAssessore al bilancio, riordino istituzionale, risorse umane e pari opportunità della Regione Emilia-Romagna: “Investimenti e progetti hanno bisogno di una riduzione dei tempi e di norme che mettano in grado gli imprenditori di investire in sicurezza. È fondamentale uniformare il nostro territorio in merito alle normative, che ora sono molto diverse da regione a regione. Non è solo un tema di risorse ma anche di provvedimenti che mettano chi è in condizione di investire in grado di farlo in tempi brevi e in maniera efficace. Si stanno facendo passi avanti ma c’è la necessità di tenere tutto insieme.”

Un altro aspetto che ha visto la convergenza dei partecipanti al Tavolo di lavoro interassociativo sull’economia circolare è la necessità di alimentare la circolarità condividendo conoscenze e stimolando l’innovazione.

Le imprese hanno bisogno che le università sviluppino progetti di ricerca su nuove declinazioni concrete della circolarità, per cui c’è anche una circolarità relazionale in questo senso da sviluppare” – ha affermato Rossella MuroniPresidente Nazionale di Legambiente. “L’Italia può essere competitiva a livello internazionale sfruttando la nostra bravura in fatto di qualità dei prodotti. Ci sono già aziende che stanno facendo bene business seguendo questo modello. Legambiente sta accompagnando queste aziende, raccontando storie di successo. Tuttavia quanto è successo nel settore delle energie rinnovabili, con incentivi che vanno e vengono, ci deve ammonire su un problema che va risolto alla radice: per fare business serve certezza delle regole.

Alberto Frausin, Amministratore Delegato di Carlsberg Italia, ha approfondito il tema mettendo sul tavolo opportunità e rischi. “L’obiettivo della circular economy è rendere il più possibile lunga la vita del prodotto. L’innovazione da questo punto di vista è fondamentale, ma non basta. Dobbiamo fare un salto di qualità nell’innovazione anche perché intorno a noi stanno cambiando le regole del gioco. Ci troviamo di fronte alla più grande rivoluzione industriale che abbiamo vissuto negli ultimi cinquant’anni” – ha affermato AlbertoFrausin. “Noi in Italia siamo forti: ad esempio, siamo leader nelle plastiche bio, ma la sfida è trovare anche materie prime che siano molto più avanzate di quelle attuali.

Una finestra sullo stato dell’arte dell’economia circolare nel nostro Paese è stata aperta dall’intervento di Franco PasqualiPresidente del Forum dei Promotori di Symbola – Fondazione per le Qualità Italiane. “Molte nostre imprese sono già dentro l’economia circolare. Per esempio, per quanto riguarda l’alluminio, la carta o il vetro siamo già a numeri importanti, e siamo leader anche nelle bioplastiche” – ha sottolineato Pasquali. “Sono del parere che ci si debba presentare ai tavoli istituzionali con le idee chiare su quello che c’è dietro e su quello che già è stato fatto. Soprattutto è necessario far capire cosa sta cambiando, spiegare come sono realizzati i prodotti prendendo come esempio il Biologico, esploso dopo che è stato spiegato bene. Non siamo all’anno zero, tuttavia. Ci sono caselle su cui ragionare e strumenti su cui fare politica industriale. Su questo dobbiamo impegnarci, e come Symbola vogliamo stimolare le aziende.”

Dello stesso avviso Enea Roveda, Ceo di LifeGate: “A inizio 2015 abbiamo per la prima volta condotto un osservatorio sugli stili di vita sostenibili: in quell’occasione è emerso che il 43% degli italiani, nell’ambito dei suoi comportamenti d’acquisto, guardava alla sostenibilità di chi produceva il prodotto. Nel 2016, dopo Expo, che ha portato grandi investimenti per promuovere la sostenibilità, quel 43% è salito al 62. Un segnale – ha concluso Roveda – che deve essere per le aziende uno stimolo a migliorare e rendere sempre più sostenibili le proprie attività e comunicare questo percorso davvero importante per un futuro migliore”.

Massima convergenza si è registrata sull’idea che l’Italia possa rivestire un ruolo da protagonista in un scenario internazionale di economia circolare se “ritornerà a fare l’Italia” sfruttando integralmente il proprio potenziale. Tuttavia, i punti di riferimento sono e saranno necessariamente globali, come ha ricordato nell’intervento di chiusura Claudio Bighinati:“Uber e Airbnb non hanno né auto né immobili di proprietà, eppure sono i principali attori rispettivamente nel car sharing e negli affitti. Questo ci deve far capire dove siamo arrivati con la sharing economy. Dobbiamo accettare che questo tema modificherà la nostra vita nei prossimi dieci anni.

In sostanza, la convention di Misano Adriatico può essere definita a buon titolo come i primi “Stati Generali” della circular economy in Italia”. Per la prima volta, infatti, un’assise confindustriale di rilevanza nazionale ha messo il tema dell’economia circolare al centro dei lavori, riunendo allo stesso tavolo imprenditori, rappresentanti delle istituzioni e i vertici delle principali associazioni di categoria e dell’ambientalismo.

Italy in Circuit è stato accompagnato da una straordinaria cena di gala al Teatro Galli, appena ristrutturato, di Rimini nella centralissima e suggestiva piazza Cavour. La cena è stata l’occasione per relazionarsi con imprenditori del movimento, i sostenitori sponsor della convention e gli stakeholders economici, sociali e culturali presenti. Durante la cena si svolta la sfilata suggestiva di capi in puro cashmere Cains Moore, “Abbiamo un immenso patrimonio sostenibile da esportare – commenta Gianluigi Zaina Ceo di Cains Moore – questo patrimonio che è sostenibile e di qualità si chiama Made in Italy. Essere uno dei protagonisti di Italy in Circuit è stato una straordinaria opportunità di confronto con realtà imprenditoriale eccellenti e di valore di un Paese che non vuole fermarsi”.

Ogni storia ha un inizio e una fine, quella di Italy in Circuit è ridondante, circolare appunto. Perché diffonde cultura d’impresa, di quella impresa che della sostenibilità ne fa un valore sociale ed economico che si diffonde nei mercati del mondo. Publivideo2 con la sua produzione e diffusione cross-mediale ha lanciato il sasso della conoscenza attraversando l’etere televisivo e la socialsfera del Mondo.

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