IL VOTO AL REFERENDUM: PREVALE IL NO!

Milano, 12/10/2016 – Il referendum diventa degno di attenzione Il dibattito politico di questi giorni ha notevolmente accresciuto l’attenzione degli italiani sul tema del referendum, essa sarà destinata a crescere ulteriormente all’avvicinarsi dell’appuntamento elettorale e all’aumentare del senso di incertezza sul voto.

La polarizzazione dello scontro e la confusione all’interno dello stesso Partito Democratico rendono questa competizione “realmente referendaria”: uno scontro di posizioni e opinioni che appaiono sempre più trasversali rispetto alle stesse appartenenze politiche. Solo da sfondo rimangono le notizie estere (uragano Matthew, elezioni USA, sbarchi di profughi o questione migranti). Governo in difficoltà, torna a crescere il M5S.

Il giudizio sul Governo crolla nuovamente dopo il periodo positivo che aveva contraddistinto l’estate e la solidarietà nazionale post-terremoto (-5% nell’ultimo mese). Parallelamente si assiste ad un calo (più lieve) delle intenzioni di voto per il PD, mentre tornano a crescere la Lega e il M5S. Ad oggi centrosinistra (PD), centrodestra e M5S raccolgono ognuno esattamente un terzo dell’elettorato, con fluttuazioni e differenze lievi nel tempo e tra gli schieramenti.

Con l’attuale legge elettorale e gli attuali equilibri non è infatti possibile predire nemmeno quali potrebbero essere gli schieramenti in campo (perché il premio di lista obbligherà a stringersi in coalizioni maggioritarie) o quali forze potrebbero poi accedere al ballottaggio. Solo il 45% si sente sufficientemente informato sul Referendum Ormai la quasi totalità degli italiani è a conoscenza del referendum del 4 dicembre.

Aumenta notevolmente anche la quota di chi si ritiene informato, ma continua a rappresentare una minoranza della popolazione (solo 45% di informati contro il 53% di chi non si ritiene sufficientemente informato). Nonostante l’elevata confusione attorno al referendum cresce anche la previsione di partecipazione: ad oggi Lorien stima una affluenza del 54% (37% sicuri e 17% probabili).

Alla quarta rilevazione Lorien registra una netta inversione di tendenza: prevale in maniera decisamente più netta il NO, ma aumenta considerevolmente anche la quota degli indecisi.

Cosa sta accadendo nell’orientamento degli italiani e quali trend possiamo evidenziare? Innanzitutto regna la confusione all’interno dell’elettorato: come avevamo già segnalato nelle precedenti rilevazioni, si innestano diversi meccanismi di consenso/dissenso attorno al referendum; da un lato la personalizzazione di uno scontro erroneamente dipinto dallo stesso Renzi (e rafforzato dai suoi avversari) come un plebiscito sul Governo (pro o contro) sposta l’attenzione dal merito della riforma, dall’altro lato posizioni trasversali negli elettorati e deroghe alla disciplina di partito anche tra i principali leader rendono gli orientamenti degli elettori molto più fluidi del previsto.

Soprattutto nel centrosinistra gli orientamenti si fanno più confusi: molti elettori di Sinistra sostengono, nonostante tutto, la riforma, mentre una quota sempre più ampia di elettori potenziali del PD se ne allontanano. Dopo aver sciolto le ultime riserve lo scontro all’interno del partito si è fatto feroce e disorienta completamente il proprio elettorato e anche le promessa di Renzi di ridiscutere la legge elettorale aprendo un tavolo prima del voto difficilmente potrà ricucire la spaccatura che si è consumata. Come si è già sottolineato, Renzi sconta anche la stanchezza dell’azione di Governo, ma alcuni parziali successi in campo europeo e un po’ di respiro sulla finanziaria potrebbero aiutare la causa del SI.

Parallelamente si rafforza la preferenza per il NO nell’elettorato di centrodestra: si serrano i ranghi e la campagna referendaria comincia a dare i suoi frutti. Continuano a schierarsi per il si la maggior parte dei simpatizzanti di NCD.

Anche gli elettori del M5S sono tutt’altro che unanimi come si potrebbe pensare. Permane dunque l’impressione di un voto trasversale, fluido e tutt’altro che concorde rispetto alle posizioni di partito, la quota di indecisi si è ampliata e potrebbe nuovamente far pendere la bilancia da una parte piuttosto che dall’altra.

Tuttavia, da un paio di settimane, quasi tutti gli istituti concordi segnalano l’avvenuto sorpasso del NO sul SI.

Rimangono tuttavia aperte ancora alcune questioni: una possibile scarsa propensione al voto di una parte degli elettori (quali elettorati saranno meno motivati a recarsi alle urne?) unita allo scarso livello d’informazione nel merito della Riforma e ancora due lunghissimi mesi di campagna elettorale.

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