Green Social Economy Summit: un laboratorio di idee e best practice, le esperienze più interessanti del made in italy sostenibile.

C’è chi crea una rete per il turismo sostenibile in montagna, chi lotta contro la corruzione per un mercato equo e trasparente, chi contrasta lo spreco alimentare e chi investe talento nel recupero del materiale tessile, trasformandolo in arte. Viaggio nella bellezza e nella capacità rigenerativa dell’Italia, attraverso le esperienze raccontate durante il Green Social Economy Summit del 6 giugno.

L’Italia punta sulle best practice per un futuro sostenibile: il 6 giugno Rimini il Green Social Economy Summit organizzato da The Best Solutions Group ha puntato i riflettori sui più interessanti case history legati all’alimentazione, al turismo sostenibile, alla bellezza e all’impresa.  Il volto pulito ed ecologico del Made in Italy è stato il protagonista assoluto, ed è stato presentato al pubblico dalla viva voce di chi oggi crede in un modo diverso di fare impresa. Brevi talk e dibattiti sotto forma di storytelling per raccontare, nella cornice del Teatro Galli, le esperienze più interessanti e green.

Talk: “Un global network italia: Nazioni Unite, la visione globale della sostenibilità d’impresa”

Il dibattito ha preso l’avvio dall’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, stilata lo scorso settembre dai più importanti Capi di Stato. Alla luce degli impegni individuati da questo documento, Margherita Macellari ha raccontato la mission di Fondazione Global Network Italia, di cui fa parte in qualità di Program manager & analyst: un’iniziativa internazionale nata con lo scopo di promuovere a scala globale la cultura della responsabilità sociale d’impresa. In particolare, Macellari ha sottolineato come le piccole e medie imprese, centrali nel tessuto produttivo italiano, possano essere protagoniste nello sforzo di implementare questi obiettivi. Stefano Arvati, presidente Renovo Spa, ha presentato alcune esperienze virtuose di economia circolare, come il recupero del materiale forestale e degli scarti del sughero per produrre energia termica, nel Sulcis, in Sardegna, o l’impiego, in Sicilia, degli scarti produttivi dei frantoi e degli agrumeti per l’industria cosmetica e farmaceutica.

Un’altra best practice, nata in Italia, si sta diffondendo negli altri paesi. A introdurla al pubblico è Alberto Frausin, CEO di Carlsberg: si tratta dell’uso di contenitori per il trasporto della birra in PET e non in acciaio, una scelta che riduce il consumo di CO2 e ha un impatto positivo sulla qualità e la durata del prodotto.  Francesco Fumelli di SCS Consulting Spa, ha introdotto il tema della consapevolezza dei consumatori, a partire da un’indagine effettuata in 8 retailer. È emerso come i clienti attenti alle tematiche green siano numerosi, sensibili e disposti a premiare le politiche ecologiche dei supermercati che promuovono queste politiche.

Talk: “Il Made In Italy della qualità e della bellezza”

Parlando di qualità e di Made in Italy, è inevitabile citare la bellezza, valore aggiunto non solo dei nostri prodotti, ma del paesaggio e del tessuto culturale e storico. Un tema introdotto da Domenico Sturabotti di Fondazione Symbola, che si è soffermato in particolare sul sistema produttivo culturale e creativo, oggetto di una mappatura a livello nazionale. Sono emerse buone notizie e criticità, e soprattutto l’esigenza di colmare il gap tra Nord e Sud Italia, prendendo esempio da una regione come la Puglia, dove gli investimenti hanno portato sviluppo.  È intervenuto il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, che ha raccontato come la sua città stia affrontando le sfide del futuro, ad esempio offrendo servizi, palestre sul lungomare, lottando contro la rendita immobiliare, e attivandosi per diventare un modello virtuoso di comune che – fatto eccezionale – evita gli scarichi in mare. Un concetto rimarcato anche dal suo assessore con deleghe ai lavori pubblici, Jamil Sadegholvaad, che, sollecitato da Maria Latella, ha auspicato un futuro di sostenibilità economica per le nuove generazioni, un mondo in cui l’accesso alle nuove tecnologie sia un fattore di crescita e non una fonte di preoccupazione. Ci sono segnali promettenti, ha sostenuto il sociologo Francesco Morace: tra questi, la crescita (+15% negli ultimi 2 anni) delle iscrizioni ad agraria, il desiderio, da parte dei giovani, di tornare ad occuparsi del territorio. Antonio Franceschini, responsabile ufficio promozione e mercato internazionale CNA ha parlato dell’attenzione al territorio e agli stili di vita sani come di una tendenza inarrestabile, che il Made in Italy dovrebbe cavalcare perché in possesso di tutti requisiti del successo: il virtuosismo creativo, le competenze manifatturiere, la capacità di emozionare.

Talk: “Il network dell’intraprendenza civile”

Ma le imprese italiane nel loro complesso come stanno reagendo a questi stimoli? Potrebbero fare di più, ha sostenuto Claudio Andrea Gemme, Presidente del Gruppo Tecnico Industria e Ambiente di Confindustria, sottolineando come l’impresa nel nostro paese sia vecchia, obsoleta, datata. Ma qualcosa si muove, ha aggiunto: molte aziende approfittano del necessario restyling per rinnovarsi profondamente e investire in ricerca e sviluppo, almeno sotto il profilo del risparmio energetico. Le associazioni ambientaliste, naturalmente, sono in prima fila quando si tratta di analizzare e promuovere una vera cultura ecologica. Rossella Muroni, Presidente di Legambiente, ha raccontato come la malavita organizzata, in Campania, riesca a sabotare delle esperienze importanti come quella di Mater-Bi, la filiera di sacchi biodegradabili e compostabili, e ha invocato maggiore durezza contro gli ecoreati. Da più parti è emersa la necessità di fare rete e trovare una sintesi tra diverse esperienze, come ha sottolineato Fabio Zaffagnini. General manager di Rocking1000 e geologo marino, Zaffagnini ha raccontato la genesi di un progetto che porterà oltre mille musicisti da tutto il mondo a suonare in Val Veny, a Courmayeur, il 28 e il 29 luglio.

Talk: “Trasparency International Italia: CPI 2016, la percezione di corruzione nel Paese”

Vivere bene significa abitare collettivamente in una dimensione di rispetto delle regole e trasparenza. Questo il tema della talk a cui ha partecipato il Presidente Transparency International Italia, Virginio Carnevali. Transparency fa ricerche approfondite sulla corruzione “percepita”, l‘unica misurabile a partire da fonti certe. La corruzione percepita, ha spiegato Carnevali, è un dato fondamentale, perché agisce direttamente sul potere attrattivo dell’Italia rispetto agli investitori stranieri. La lotta alla corruzione è particolarmente complessa, perché si tratta di un reato difficile da dimostrare. Eppure è necessario rompere il patto tra corrotto e corruttore, incoraggiando il primo a denunciare. È d’accordo anche Massimo Mezzetti, assessore alla cultura, politiche giovanili e politiche per la legalità Regione Emilia Romagna. Mezzetti ha rilevato come in Emilia Romagna l’incidenza delle mafie, e della ‘Ndrangheta in particolare, sia sempre più elevata. Un fenomeno con caratteristiche e dinamiche preoccupanti: mentre altrove la criminalità organizzata prima infiltra la politica, e poi penetra il tessuto economico e produttivo, qui accade esattamente il contrario. La mafia, in Emilia Romagna, crea concorrenza sleale e produce un danno sociale che si ripercuote negativamente sul tessuto politico e istituzionale.

Talk: “La new economy dei territori; laboratori del Made in Italy di valore”

Il turismo sostenibile è stato indicato tra gli asset più importanti dello sviluppo di una politica green. Ne ha parlato, in particolare, Valeria Ghezzi, presidente dell’ANEF, che riunisce i gestori di impianti funiviari. Investendo nella tecnologia il settore ha ridotto drasticamente il consumo energetico e l’impatto ambientale, tutelando un ambito fondamentale per lo sviluppo e portando avanti la lotta allo spopolamento della montagna. Presente all’appuntamento anche Luca Gadenz, presidente di Greenway Primiero: a Rimini si sono riuniti tutti gli attori interessati a fare networking e promuovere modelli virtuosi, come avvenuto lo scorso 3 giugno in occasione del Greenway Primiero Meeting. Barbara Gatto, Coordinatrice Dipartimento Politiche Ambientali CNA, è intervenuta sull’importanza di sostenere le piccole imprese del territorio attraverso un sistema di alleanze che le aiutino ad approdare a una dimensione di competizione globale. Un approfondimento sulle aziende agricole è stato al centro dell’intervento di Paolo Carnemolla. Il Presidente di Federbio ha definito l’agricoltura biologica come una grande opportunità per tutto il settore, e ha deplorato l’assenza di un piano nazionale di conversione verso il biologico. Ma come proteggere il Made in Italy dalla contraffazione? Ne ha parlato Denis Pantini, direttore Nomisma Agroalimentare e Wine Monitor, indicando due possibili strade: la registrazione dei nostri marchi e la firma di accordi internazionali di libero scambio, come avvenuto recentemente con il Canada. Una difficoltà a cui fanno fronte anche le grandi aziende, come ha raccontato Gianpiero Calzolari, Presidente Granarolo Spa. Per aumentare il nostro export al livello di quello francese o tedesco occorre “crederci”, portare nel mondo i nostri prodotti, puntare sulla qualità, che è il vero valore del Made in Italy.

Talk: “Osservatorio 2017 sullo stile di vita sostenibile”

La sostenibilità è innanzitutto uno stile di vita che deve diventare parte integrante della nostra quotidianità. Questo il tema della talk a cui ha partecipato Enea Roveda, Ceo LifeGate, portale che aggrega più di 6 milioni di soggetti. Un’esperienza che si traduce in un’operazione di consulenza diretta alle aziende, che si rivolgono a LifeGate per migliorare sotto l’aspetto ambientale e sociale. Dalle indagini condotte da LifeGate, risultano ben 30 milioni gli italiani interessati al tema della sostenibilità. Massimo Bruno, Responsabile Enel delle relazioni istituzionali centrali, ha invece raccontato il progetto di diffusione capillare delle auto elettriche, e ha anticipato i grandi temi su cui Enel si sta concentrando: portare l’energia anche nelle aree del mondo che ne sono prive, lottare per la parità di genere, promuovere l’innovazione anche attraverso l’apertura di hub e il sostegno alle start up. Ma come possono le aziende pensare al futuro, se il presente, anche a causa dei cambiamenti climatici, è sempre più incerto? Lo ha spiegato Marjorie Brenton, dell’Ufficio sostenibilità del Gruppo Unipol. Tra i prodotti innovativi venduti a livello assicurativo, spiccano alcune soluzioni interessanti, come quelle che garantiscono gli operatori turistici contro alluvioni e altri disastri naturali, permettendo di “salvare la stagione”. Sebastiano Marinaccio, presidente della Mercatino Franchising, ha raccontato come il mercato dell’usato, in Italia, si stia affermando con forza, non tanto in chiave anticrisi, ma come stile di vita. Dal restauratore all’antiquario, sempre più persone aderiscono a un circuito virtuoso come questo, in nome di una domanda di responsabilità civile e sociale emergente. Un tema molto caro anche a Rossana Diana, fashion designer e Presidente e direttore creativo di Web Fashion Academy: un progetto che ridà valore a prodotti tessili che non hanno avuto neppure la possibilità di concludere un primo ciclo vitale, non essendo mai stati messi sul mercato. Rossana Diana ha lanciato così una filiera di abbigliamento che si caratterizza per la qualità e il design di altissimo livello.

 

Talk:“Agricoltura e Food Economy: risorse; servizi e sviluppo dell’economia civile dei consumi”

Parlando di Made in Italy, non si può non menzionare l’agricoltura e l’alimentazione. In questi due ambiti esistono esperienze promettenti, come quella di Day Ristoservice, che ha realizzato un’App dedicata alla lotta allo spreco alimentare, come ha raccontato Marco Buisson, di Day Ristorvice. “Innovation is a coooperative effort” è invece lo slogan di Sara Roversi, Ceo You Can Group: un istituto no profit, una community che riuniscono imprese e start up, abbinato a un “acceleratore” dedicato alla filiera dell’economia del cibo, focalizzato sul lavoro dei giovani. L’intervento di Luigi Taglienti è stato dedicato al suo progetto, LUME, un ristorante che si propone di salvaguardare “la grammatica e gli archetipi della cucina italiana”. Una realtà italiana ma dalla forte visione internazionale, che in poco tempo ha conquistato una stella Michelin e un ottimo posizionamento sulle guide gastronomiche. Un’altra azione importante per tutelare il patrimonio gastronomico italiano è quella messa in campo dalla regione Emilia Romagna, come raccontato da Fabio Ranieri, promotore in Consiglio regionale di una risoluzione – approvata dall’assemblea – che chiede di agire in ogni sede perché la legislazione, in materia di concorrenza, sia aggiornata per promuovere prassi commerciali eque per gli imprenditori agricoli. Ma il settore alimentare non è solo la chiave dell’uscita dalla crisi: da esso dipende il futuro del pianeta, come ha ricordato Vittorio Zambrini, Direttore Qualità Innovazione, Sicurezza e Ambiente di Granarolo. Se non corriamo ai ripari, ha fatto notare, rischiamo di non avere abbastanza risorse: nel 2050 saremo 9 miliardi, il riscaldamento climatico metterà in ginocchio l’agricoltura, e vivremo in uno stato di penuria, a meno che non mettiamo in campo delle strategie globali.

Intanto cresce il numero dei vegani in Italia, che ha raggiunto il 3% della popolazione. Il loro portavoce a Rimini è stato Lorenzo “Veg”Lombardi, autore e divulgatore televisivo e influencer blogger, che ha evidenziato come la filiera vegana, in Italia, valga attualmente 5000 milioni di euro, con prospettive di crescita molto forti.

Talk: “Sviluppo e infrastrutture sostenibili”

Le infrastrutture, come sottolineato da Enrico Fontana, rappresentano un settore fondamentale anche sul piano della sostenibilità, a causa dell’impatto che hanno sul Paese. Cristina Colaiacovo, Consigliere del Gruppo Colacem Spa, ha sottolineato come questa preoccupazione sia stata presente per l’azienda – terza produttrice di cemento in Italia – fin dai suoi esordi, negli anni ’70. Dal 2007 Colacem pubblica, anche in assenza di un obbligo di legge, un rapporto sulla sostenibilità consultabile pubblicamente sul sito internet aziendale, ed è stata selezionata per le proprie best practice nelle linee guida di Legambiente per il recupero e la progettazione delle aree estrattive. A tale proposito, come ha raccontato Katiuscia Eroe Responsabile Energia di Legambiente, in Italia esistono 14mila cave abbandonate da riconvertire, e nessuna normativa che incentivi l’utilizzo di materiali provenienti da quelle cave o di recupero, derivanti da demolizioni. Ma ci sono comunque buone ragioni per essere ottimisti: il settore costruttivo, ha proseguito, non è più visto fagli ambientalisti come un “nemico” dell’ambiente, ma può essere considerato un alleato, ha affermato, citando l’esempio dei materiali e delle tecnologie di ultima generazione per la lotta alla dispersione di calore ed energetica. Andrea Contin, Direttore Centro Interdipartimentale di Ricerca per le Scienze Ambientali — CIRSA, ha esteso il discorso alla cooperazione internazionale, evidenziando l’esigenza di sostenere i paesi emergenti e in via di sviluppo nell’incamminarsi verso la sostenibilità. Ma per farlo servono tre pilastri fondamentali, necessari ad ogni latitudine: responsabilità, trasparenza, partecipazione. 

 

Francesco Maria Gallo

 

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